di Giuseppe Ossorio

I Repubblicani Democratici nascono dal Repubblicanesimo storico nell’intento di rinnovare quell’antica tradizione in una società complessa e articolata, per tanti aspetti diversa da quella che solo qualche decennio fa abbiamo conosciuto.
Nella temperie politica e culturale degli ultimi anni, nostre stelle polari sono l’attenzione e l’impegno per i temi della giustizia sociale, delle garanzie dello Stato di diritto, dell’equità. Siamo certi che la libertà possiede la forza di combattere le insidie che i suoi nemici opporranno sempre al suo faticoso cammino. Questioni che nessuna particolare contingenza politica può accantonare.
Il nuovo sistema economico che da qualche decennio si è configurato, quello che frettolosamente si denomina globalizzazione dell’economia, assieme ad indubitabili vantaggi ha creato profonde lacerazioni; ha posto sul tappeto problemi di tipo nuovo.
I Repubblicani Democratici sono convinti che l’etica e la politica debbano precedere, guidare e governare l’economia, mentre oggi sta accadendo l’esatto contrario. Essere favorevoli al libero mercato, alla concorrenza, alla libera circolazione delle idee e degli uomini, senza barriere e frontiere, non significa nel modo più assoluto ritenere che qualunque altro principio debba considerarsi un mero ostacolo alla libera iniziativa.
Qui si situa la convergenza fra il Repubblicanesimo Democratico e il Liberalismo Democratico, nettamente distinti entrambi dal puro liberismo economico e dal liberalismo conservatore.
Riportandoci al prossimo confronto elettorale di Napoli, constatiamo che persiste l’assenza delle culture politiche, il richiamo agli ideali e ai valori. Paiono liste senza anima. Riteniamo che sia un errore perché a Napoli non si voterà solo per una Istituzione amministrativa che regolerà la vita civile della Città. A Napoli, come Milano, come Roma, vi saranno elezioni che avranno un forte valore politico. Ci auguriamo che non vinca il qualunquismo delle liste elettorali senza valori e senza ideali profondi. Se ciò prevalesse avremmo nuovamente l’anticamera del trasformismo che abbiamo visto in questi anni. Il nostro richiamo a Repubblicanesimo è un offerta politica agli elettori, anche nel solco di Carlo Cattaneo, un grande repubblicano, che indicò le Città creatori delle libertà civiche e i Comuni propugnatori dell’ideale del Bene Comune. Il ritorno alle culture è necessario per raddrizzare il “legno storto” della vita comunale. Noi proponiamo i valori del Repubblicanesimo Democratico per gli anni del 2000.

Altri Articoli