Tutto l’ingegno per Napoli.

dai Repubblicani Democratici con Napoli oltre.

UMBERTO DE MARTINIS PER MANFREDI SINDACO

Per chi non mi conoscesse, sono un professore universitario della Federico II da oltre quarant’anni, ingegnere industriale con una formazione economica dopo laurea e con un ampio bagaglio di esperienze non solo accademiche e professionali, accumulate in giro per il mondo, ma anche di impegno istituzionale. Ho una buona esperienza manageriale avendo risanato società di rilievo nazionale nel campo della formazione e del partenariato università-industria nel settore della mobilità sostenibile. Mi occupo di energia e trasporti elettrificati da sempre ed il mio gruppo di ricerca vanta una riconosciuta presenza e qualità internazionale. Con orgoglio napoletano, mi onoro di aver portato, per primo in Italia, un Centro di Competenze a Bruxelles. Sono ben consapevole delle potenzialità che ha Napoli per la sua storia di capitale europea anche industriale e della sua certa adesione ai progetti del PNR. Proporrei attenzione alla mobilità terrestre e marina per l’azzeramento dell’ inquinamento ambientale e per l’impiego di fonti rinnovabili. E’ necessario eliminare le polveri sottili causa di tumori. So che bisogna cambiare modello di mobilità. Le tariffe da adottare devono essere incentivanti all’abbandono dell’auto all’interno delle municipalità: Barcellona concede abbonamenti gratuiti per i mezzi pubblici in molti quartieri, Seattle biglietti a costo zero in ambiti definiti, Zurigo tariffe convenienti sulla settimana. In pratica costo zero del ticket e costo proporzionale al tempo ed allo spostamento tra aree. I parcheggi? Napoli è piena di cavità già censite: la sicurezza per la prevenzione incendi può essere applicata ai massimi livelli. Ci sono grandi competenze. Non penso solo alla qualità della vita quotidiana. Ho ben presente il futuro dei giovani, ho cresciuto e seguito generazioni di ingegneri: l’ allargamento della base produttiva nell’area delle antiche tradizioni partenopee, nel campo della motoristica per trazione e nell’indotto della cantieristica, vanno rilanciate, così pure le piccole imprese innovative nel campo dei beni culturali dove l’ informatica avrà una presenza in crescita esponenziale. Napoli è un museo a cielo aperto che va curato perché intorno alle tante , quali gli archivi storici, le pinacoteche, le presenze archeologiche, va’ creata la rete dell’indotto: dalle tradizioni culinarie, all’ospitalita’, alle attività multimediale nei tanti contenitori malamente utilizzati. Ho molto a cuore la formazione per la digitalizzazione sia del terziario che della pubblica amministrazione: allora perché non utilizzare spazi complementari alle aree museali? Il bello promuove la voglia di appartenenza, di vivere la città. Accarezzo, poi, l’idea di riqualificare le aree di giunzione tra quartieri e comuni confinanti con parchi verdi attrezzati e vivi: chioschi rispettosi del bene comune. Mi piace pensare che sia possibile elevare la qualità sociale di Fuorigrotta e Bagnoli con luoghi e spazi attrattivi da vivere 24 su 24h, insieme alle nostre strutture universitarie che già qualificano le circoscrizioni: piazzale Tecchio è urbanisticamente incompiuto cosi come il recupero del palazzetto della pallamano e degli insediamenti sportivi di via Campegna. E poi, lo Stadio Maradona: ho visitato uno stadio di nuova generazione all’estero. Mi ha colpito la vivacità del luogo per la presenza di palestre e settori commerciali affidati a società e club sportivi. Ma non ho intenzione di proporre copie ma solo spunti. Analogamente per il versante sanitario dopo aver contribuito alla realizzazione del Padiglione Covid del Cotugno ho tratto il convincimento che Napoli non è seconda a nessuno. La buona sanità pubblica è possibile se è dotata di tre pilastri: eccellenze professionali, formazione continua a tutti i livelli e ricerca applicata. I presidi sanitari di quartiere devono fare da cerniera tra le grandi strutture sanitarie, le farmacie e l’assistenza domiciliare. L’urbanistica è una nota dolente: tanti progetti non sviluppati. Là dove sarà possibile, raccogliere i sottoservizi in uniche trincee con l’abolizione dei tombini, ad esempio: i piani di Napoli Est e Bagnoli vanno risolti. La manutenzione della città: punteggio di merito per le imprese che lavorano per il risanamento stradale: chi più fa bene più lavora. Il reddito di cittadinanza può

essere incentivato nei confronti di coloro che vogliono essere inclusi e non esclusi. Mi riferisco agli immigrati che hanno scelto la nostra città.E’ sicuramente importante ridare la dignità a chi ha dovuto lasciare il proprio paese perché senza prospettive. Sono tante le cose piccole di cui la città ha bisogno e che gli immigrati possono fare in cambio di un’accoglienza meritevole, se in linea con le leggi: curare un’aiuola, tenere in ordine la banchina di un tram, ripristinare la pulizia delle caditoie, aiutare i locali pubblici ad avere servizi igienici laddove mancano. Il centro storico va mantenuto con l’impegno di risanare le zone meno frequentate: microinterventi di riqualificazione fatti contemporaneamente. Spero di aver trasmesso in poche righe, non esaustive, il mio modello di contributo. Sono sempre raggiungibile per suggerimenti e contributi.

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